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Cosa ha detto Salvatore Aranzulla sull’IA e perché sta facendo discutere

il noto imprenditore Salvatore Aranzulla con gli occhiali e una camicia

Cosa ha detto Salvatore Aranzulla sull’IA e cosa succede al suo sito. I dati, la previsione e perché le sue parole fanno discutere.

Per anni è stato il punto di riferimento di milioni di italiani alle prese con problemi tecnologici di ogni tipo: dalla password dimenticata alla stampante che non si collega al computer, passando per il trasferimento dei dati da uno smartphone all’altro. Oggi, però, anche l’impero digitale di Salvatore Aranzulla deve fare i conti con un concorrente sempre più difficile da contrastare: l’intelligenza artificiale. Di questo ne ha parlato il diretto interessato al Corriere della Sera.

Intelligenza artificiale
Intelligenza artificiale

Salvatore Aranzulla e i dati sulla sua società

I numeri raccontano la portata del cambiamento. La società Aranzulla S.r.l., costruita attorno al celebre sito aranzulla.it, ha registrato nel 2025 un fatturato di 8,39 milioni di euro, in crescita rispetto ai 7,9 milioni dell’anno precedente. Dietro l’aumento dei ricavi, tuttavia, si nasconde una contrazione significativa della redditività. Gli utili sono infatti passati dai 2,33 milioni di euro del 2024 a 641.430 euro nel 2025: una diminuzione del 72%.

Anche il pubblico si è ridotto sensibilmente. Se nel 2024 il portale contava circa un milione di visitatori al giorno, oggi la media è scesa a 500mila. Lo stesso Aranzulla ha raccontato al Corriere della Sera le difficoltà attraversate dalla sua attività, evidenziando quanto il nuovo scenario stia incidendo sul modello economico costruito negli anni.

Il meccanismo che aveva garantito il successo del sito era relativamente semplice. Gli utenti cercavano una soluzione su Google, trovavano una guida di Aranzulla e consultavano le istruzioni passo dopo passo. Il traffico generato dalle ricerche permetteva poi di monetizzare attraverso la pubblicità. Una struttura efficiente, sostenuta da un’organizzazione snella e da 45 collaboratori esterni.

Le parole sull’IA e l’impatto

Con l’arrivo dei chatbot, però, il percorso è cambiato. Oggi chi ha un problema può rivolgersi direttamente a un’intelligenza artificiale, ricevendo una risposta senza dover necessariamente visitare un sito. I sistemi possono anche interpretare screenshot, realizzare schemi e fornire indicazioni personalizzate. Per elaborare queste risposte utilizzano spesso proprio le informazioni pubblicate online da portali specializzati, che vengono citati come fonti senza che gli utenti debbano visitarli.

A questa trasformazione si aggiunge la crescita dei contenuti video. TikTok è diventato anche uno strumento di ricerca, sottraendo spazio alle tradizionali consultazioni testuali.

In questa ottica Aranzulla ha spiegato come l’intelligenza artificiale sia “un ottimo strumento”, ma va trovata una mediazione perché “se la sostenibilità verrà meno il sistema si incepperà”.

La questione, infatti, riguarda l’intero ecosistema digitale. Meno ricerche significano meno visite e minori ricavi pubblicitari, con conseguenze anche per Google. Ma c’è un problema ancora più profondo: se i siti che producono guide e tutorial non riusciranno più a guadagnare, chi continuerà a realizzare i contenuti dai quali l’intelligenza artificiale ricava le proprie risposte? È la contraddizione di un sistema che rischia di consumare proprio le fonti da cui dipende.

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ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2026 16:36

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